Shakespeare senza fine di Wolfgang Goethe, saggio, 1815 – 1816


Shakespeare

Shakespeare senza fine di Wolfgang Goethe

Shakespeare senza fine di Wolfgang Goethe, saggio, 1815 – 1816. Titolo originale Shakespeare und kein End. Saggio in due parti di Wolfgang Goethe (1749-1832). La prima parte Shake­speare poeta e Shakespeare nei confronti degli antichi e dei moderni, redatta nel 1813, fu pubblicata nel 1815 sulla Gazzetta del mattino per le classi colte, la seconda, Shakespeare quale poeta teatrale, redatta nel 1816, fu pubblicata nel 1826 su Arte e Antichità. Goethe vede nell’arte di Shakespeare una specie di magia evocatrice della vita. Secondo il suo concetto le opere di Shakespeare non sono per gli occhi di carne, perciò le giudica più adatte alla lettura che alla rappresentazione. Esse ci offrono l’espe­rienza della verità nella vita e non sappiamo come. L’arte di Shakespeare rappresenta l’animo umano oltre ogni anacronismo e costume esteriore, e questo che sarebbe per gli altri manche­volezza diviene in lui affermazione di poesia universale. Accostando Shakespeare ai poeti moderni e agli antichi è evidente che egli appartiene al presente, ma non ai moderni nel senso romantico, mentre si stacca dagli antichi per la concezione fondamentalmente diversa dell’uomo. Il personaggio della tragedia shakespeariana non è sottoposto a un Fato, a un’assoluta necessità, ma a una necessità morale, mitigata dalla volon­tà umana. Il Goethe, che nella Missione teatrale di Guglielmo Meister (Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister) aveva proclamato Amleto  prototipo dell’opera teatrale, nega ora a Sha­kespeare le qualità di drammaturgo riconoscibili solo in certi momenti eccezionali, gioielli disse­minati qua e là fra il molto non teatrale, e conviene con lo Schròder nella necessità di riadattare i drammi shakespeariani, per le scene tedesche, togliendo quelle parti che allentano l’interesse del dramma. In tutto questo saggio si sente aleggiare lo spirito di Schiller.

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