Ricette risotti: risotto alla cappuccina – ristoranti a Milano provati da Francesco Tadini


risotto alla cappuccina

Ricetta del risotto alla cappuccina – come si cucina?

Ricette risotti: risotto alla cappuccina cucina e  ristoranti a Milano. Come si fa e si prepara il risotto alla cappuccina? Dovrete indovinare in quale locale milanese ho provato questa specialità e me la sono fatta spiegare, innanzi tutto! Poi vi dico cosa serve per cucinare uno dei più deliziosi risotti del pianeta: cipolle, acciughe, brodo di pesce (in alternativa, per i più ricercati – o folli chef? – il brodo di rane), una quantità minima di vino Marsala, formaggio da grattare (di preferenza, e per il gusto più accentuato: parmigiano reggiano.

Preparazione della ricetta del Risotto alla Cappuccina

1 – soffriggi in olio una cipolla tritata con amore e cura

2 – unisci al letto rosolante di cipolla la polpa di 6 acciughe (mi raccomando: pulite e senza spine) e lasciate che la padella amalgami l’unione di mare e terra.

3 – aggiungi 450 grammi di riso per risotti e attendi mescolando almeno un paio di minuti – affinché il riso si impregni dei sapori – e rosolando

4 – inizia a bagnare il risotto alla cappuccina con “quasi” un litro di brodo di pesce (o, come spiegavamo al principio) di rane.

5 – a questo punto bisogna innaffiare il riso – che comincia a farvi venire l’acquolina in bocca – con il vino Marsala.

6- il tempo di cottura sarà di circa 18 / 20 minuti – a seconda della tipologia e della qualità del riso che vi siete procurati.

Alla fine condite con parmigiano reggiano (quando c’è da insaporire lo preferisco sempre al grana padano o altri formaggi simili) e aspettate un minuto o due prima di servirlo in tavola.

Se siete stati degli chef provetti la “vostra” ricetta farà spalancare fauci e sentimenti ai vostri invitati a tavola.

… Nei ristoranti di Milano, ormai – siamo nel 2016 e ci mancherebbe altro! – si può trovare qualunque specialità regionale, nazionale … intergalattica. Se avete capito in quale ristorante ho avuto l’onore – e la gola – di assaggiare la Cappuccina (è un luogo che si distingue per la capacità nella preparazione dei risotti) fatemelo sapere. Per aiutarvi posso rivelare che il locale si situa in centro, in un raggio (in linea d’area) non superiore al chilometro dall’ormai celeberrima piazza Gae Aulenti.

Buone ricette e eccellenti scorpacciate a tutti da Francesco Tadini!

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Ristoranti, cocktail bar e parchi di Milano ravvivano la scrittura creativa demenziale


Torre Unicredit Milano

Torre Unicredit Milano – foto di Francesco Tadini, fondatore di Spazio Tadini a Milano

Ristoranti, cocktail bar e parchi di Milano ravvivano la scrittura creativa. Demenziale, si intende. Lasciarsi andare. Perdersi. Fare a brandelli ogni logica di consumo avveduto o di utilizzo razionale del tempo. Ecco l’effetto che fanno al mio tempo libero. E Milano libera energie immensurabili, con tutti i suoi nuovi locali, nuovi quartieri, nuovi territori di visione. E’ talmente elevata la quantità di cibo per gli occhi (da quando ero ragazzo, negli anni Settanta è aumentata esponenzialmente) che l’indigestione è massima.

Ruttino per digerire e via… partendo dal nuovissimo quartiere che s’impernia su Piazza Gae Aulenti – quello della fotografatissima Torre Unicredit – per “scendere” alla vitale via Padova, dove annualmente viene addirittura organizzato una sorta di festival, per raccontarla. Rotolando di bici in via Ventura, a Lambrate – dove scorrono i popoli del design per il Fuorisalone – e risalendo fino agli immarcescibili Navigli. Milano è una bellezza. Una città dalla quale non mi separerei facilmente.

Detto questo, Milano mi urla: “mister Tadini, non hai abbastanza tempo libero per godere tutto il lifestyle che ti propongo! Non sarai mica un milanese imbruttito? E io rispondo …

Cosa rispondo? C’è qui qualcuno che potrebbe aiutarmi con una risposta qualunque, anche da Baci Perugina, anche da citazioni prese online in tutta fretta, anche scandagliando un angoletto di memoria scolastica? Intanto porgo l’orecchio, sono tutt’occhi… e continuo a divorare tutta questa Milano / immagine che mi rimpinza come un’oca da allevamento con l’imbuto (sapete, vero, come fanno scoppiare il fegato alle oche per la produzione della prelibatezza culinaria?). … Mi reco in uno dei peggiori ristoranti di Milano, poi in uno dei più fighetti cocktail bar  … e termino con un officinalissimo parco cittadino. Lì, nel verde, con la mia bicicletta al fianco, seduto su una di quelle meravigliose panchine vintage che non passano mai di moda, contemplo l’insieme delle cose. Attendo migliori illuminazioni.

Francesco Tadini