Francesco Tadini: il viaggio attraverso le lingue della pittura appare molto significativa proprio per individuare le posizioni di Tadini – da un testo di Quintavalle sul romanzo L’Opera edito da Einaudi


Francesco Tadini riporta il secondo brano di Arturo Carlo Quintavalle – dal grande saggio dedicato a Emilio Tadini nel 1994 per i tipi di Fabbri – che concerne L’Opera – romanzo di Tadini del 1980 uscito per Einaudi.  La prima parte è leggibile a questo LINK, dal sito / archivio http://francescotadini.net/ in costante aggiornamento  >

 

Arturo Carlo Quintavalle:

(…) A contrasto sono dunque le lingue del quotidiano al quale il protagonista collabora, e contrasto esiste fra i due direttori che si succedono l’uno all’altro, uno che chiede fatti, sempre fatti e racconto a forti tinte, l’altro che vuole una specie di retorica narrazione scritta con stile aulico e non partecipe.

E poi ci sono le lingue degli incontri del quotidiano, delle conversazioni coi diversi attori sulla scena. Tadini insomma mostra che parlare, scrivere, sono essi pure viaggi dentro molti linguaggi. E anche la pittura risulta contrasto fra linguaggi: nel romanzo il narratore e il critico precisano di fatto che lo zdanovismo non è una lingua utilizzabile, che il Realismo socialista insomma è da rifiutare, e la ricerca, il viaggio attraverso le lingue della pittura appare anche per questo molto significativa proprio per individuare le posizioni di Tadini. È come una dichiarazione di poetica che esce fuori da queste pagine di racconto. Ma prima di venire alla diretta analisi del romanzo di Tadini conviene forse riflettere sulla struttura e sui suoi modelli. Due naturalmente, a parte il nouveau roman, sono i riferimenti di Tadini, il racconto “Le chef d’oeuvre inconnu” di Honoré de Balzac (48) e il romanzo “L’oeuvre” di Emile Zola (49). Nel racconto di Balzac il capolavoro che il protagonista crede di realizzare, e del quale solo un particolare sopravvive meravigliosamente dipinto, nella realtà non esiste; il giovane pittore e il suo maestro in visita allo studio si rendono conto di una fine prossima, di un grande artista che, alla fine dei propri giorni, vuole illudersi di qualcosa che non esiste. Quando capirà sarà la morte. La bellezza, l’assoluto dell’arte, l’arte pura, idealisticamente assoluta, accademicamente irreprensibile, l’arte che coincide con il modello platonico non è attingibile dall’uomo. La storia di Zola è diversa e il quadro culturale molto distante dall’altro, illustrato da Balzac un paio di generazioni prima. Infatti per Zola il discorso è di critica alla cultura dell’Impressionismo, e insieme alla cultura neosecentesca: Zola rifiuta Cézanne e insieme Manet e “L’oeuvre”, appunto, segnerà il punto di rottura proprio fra lui, il grande romanziere, e Cézanne, l’amico della giovinezza e di tanti lunghi anni. La storia del pittore, Claude Lantier, protagonista del romanzo di Zola, quella della sua donna la cui bellezza sfiorisce e che resta comunque inattingibile, la storia del suo iniziale successo e della sua abilità di disegnatore, e poi della sua crescente incapacità di realizzare pittura, sono narrate tenendo conto della situazione dell’arte a Parigi negli anni 70 e ’80 del secolo scorso. Il grande quadro incompiuto, il primo, di Lantier, una specie di rinnovato, manetiano “Déjeuner sur l’herbe”, e poi ancora l’altro, pure incompiuto, quello con la veduta della Senna e la barca coi nudi femminili, opera che viene criticata anche dagli amici di Claude, e che Lantier sente tanto poco realizzata da suicidarvisi davanti, questi due dipinti confermano che il bello è inattingibile. Il romanzo di Zola si chiude con il funerale al quale due soli amici partecipano, fra cui il critico Sandoz che è di fatto la voce del narratore Emile Zola: essi confermano che la pittura di Claude è stata un fallimento. Tadini non certo a caso parte dal romanzo di Zola, di cui riprende il titolo nel proprio. Zola – Sandoz infatti rimprovera a Lantier – Cézanne di avere abbandonato la linea della rappresentazione, quella di Manet e quella del primo impressionismo che, evidentemente, lo scrittore naturalista interpreta come una ricerca sempre aderente alla realtà del mondo, quella stessa ricerca che egli – lo scrittore – costruisce addentrandosi negli spazi della città, analizzando con metodo – scientifico – il duro lavoro dei mestieri, i luoghi di lavoro del proletariato e della piccola borghesia, per poi recuperarli dentro i romanzi. Di fronte a questi precedenti come si pone il lavoro dell’artista milanese? Come una riflessione, credo, sul moderno modo di fare arte e di far critica e come un rifiuto della critica intesa come attività promozionale e insieme creativa. Per Tadini il critico non è e non potrà mai essere né “artifex” “additus artifici” né tantomeno “artifex” indipendente. (…) Arturo Carlo Quintavalle

(Tra pochi giorni verrà pubblicata la terza parte del testo di Quintavalle su Tadini, in corso di digitalizzazione)

Francesco Tadini archivio, opera di Emilio Tadini, L'Atelier, 1993, acrilici su tela, 114x146,003

Francesco Tadini archivio, opera di Emilio Tadini, L'Atelier, 1993, acrilici su tela, 114x146, -003

Francesco Tadini, sperando in un felice 2012 per tutti ringrazia appassionatamente coloro che seguono costantemente il sito e raccomanda la visione degli scritti su E. Tadini pubblicati nel 2002 con il libro Torno subito. Seguono links di alcuni di tali brani:

Dario Fo per Emilio Tadini: http://francescotadini.net/2011/12/28/francesco-tadini-invita-a-correre-a-vedere-mistero-buffo-con-dario-fo-e-franca-rame-a-milano-16-gennaio-2012-e-ricorda-le-loro-parole-daffetto-per-il-padre-emilio-tadini/

Lina Sotis per Emilio Tadini https://friplot.wordpress.com/2011/12/31/francesco-tadini-pubblica-pagine-in-memoria-del-padre-emilio-tadini-da-torno-subito-oggi-il-testo-di-lina-sotis/

Furio Colombo per E. Tadini, link: http://francescotadini.net/emilio-tadini-archivio/emilio-tadini-torno-subito/

Aldo Grasso per E. Tadini http://francescotadini.net/2011/12/30/francesco-tadini-ricorda-il-padre-emilio-tadini-con-un-testo-di-aldo-grasso-da-torno-subitofrancesco-tadini-ricorda-il-padre-emilio-tadini-con-un-testo-di-aldo-grasso-da-torno-subito/

Francesco Tadini manifesta enorme riconoscenza anche a Melina Scalise, attuale presidente dell’associazione milanese Spazio Tadini, per il  supporto della quale queste pagine web e l’organizzazione dell’intero archivio Emilio Tadini non sarebbero probabilmente avviate.

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2 thoughts on “Francesco Tadini: il viaggio attraverso le lingue della pittura appare molto significativa proprio per individuare le posizioni di Tadini – da un testo di Quintavalle sul romanzo L’Opera edito da Einaudi

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